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  1. Governo commissaria la sanità calabrese. Approvato il decreto legge del ministro Grillo
    Si è concluso il Consiglio dei ministri straordinario di Reggio Calabria con la notizia dell'approvazione all'unanimità del decreto legge, fortissimamente voluto dal ministro della Salute, che commissaria la sanità della Calabria. È la prima volta che avviene dall'avvio del Ssn. Con la norma l'Esecutivo attraverso i suoi commissari prenderà in mano tutta la sanità calabrese: dagli ospedali al personale, dall'assistenza farmaceutica alla prevenzione e ovviamente la nomina dei manager sanitari che dovranno portare avanti le direttive governative.
  2. Nomine manager sanità. Di Maio: “Legge il prima possibile, ma con la Lega non c’è accordo”. E poi attacca il Pd: “Ha usato la sanità come un bancomat”
    Il vicepremier sollecita la nuova legge sulle nomine del management di Asl e ospedali ma precisa che “non riusciamo ancora a raggiungere un accordo con la Lega e non so perché”. E poi si scaglia con il Partito democratico: “Ha usato in tutti questi anni la sanità come un bancomat del Partito e lo dimostra l’Umbria”
  3. Campania. Fumata nera per nuovo Commissario al posto di De Luca. Manca il via libera del Mef
    La notizia trapela dal Cdm in corso a Reggio Calabria. La nomina del commissario governativo, un tecnico (il nome in pole è quello di Desideri) fortemente voluta da Grillo, non avrebbe infatti trovato sponda nel Mef dove l’atto risulta al momento bloccato.
  4. Calabria. Cittadinanzattiva: “Scelta di Grillo per ‘super commissariamento’ necessaria e nella giusta direzione”
    L’associazione plaude al Decreto che interviene sulla sanità della Regione: “Si agisca per tutte le Regioni che non garantiscono diritti cittadini e non solo per problemi economici”
  5. Regionalismo differenziato. Tria: “In alcuni casi richieste non appaiono del tutto coerenti con i principi costituzionali”
    Lo ha detto il Ministro dell’Economia in audizione sull'Autonomia davanti alla bicamerale sul federalismo fiscale che ha evidenziato come “nella attuale fase embrionale non è possibile quantificare gli effetti sulla finanza pubblica delle intese sull'autonomia differenziata”.